domenica 19 luglio 2009
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sabato 18 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
LIBERTA' DI FUCILARE ....
Arezzo, Novembre 2007:
Gabriele Sandri, 26 anni, in viaggio verso Torino per assistere ad una partita di calcio, viene fucilato dall’agente della Polizia stradale Luigi Spaccarotella. La sentenza di ieri condanna l’agente (il quale, tra l’altro, si è sempre rifiutato di sottoporsi ad interrogatorio durante il processo) per omicidio colposo a sei anni di carcere. Non farà un giorno di galera e non sarà espulso dalla polizia. Dopo il rito a ambrosiano e quello bolognese siamo al rito aretino. Un rito che consente a Spaccarotella di esultare di gioia ignorando vergognosamente il dolore della famiglia Sandri e la rabbia degli amici di Gabriele.
Noi come Associazione siamo solidali con la famiglia di Gabriele e sdegnati ci ribelliamo ad una sentenza che stravolge il senso del diritto e che equipara un omicida che spara, rischiando di compiere una strage, ad un automobilista che accidentalmente investe un passante. Nella nuova logica della “sicurezza” uccidere un tifoso non è reato, una logica che ci ricorda i costruiti anni di piombo in cui uccidere un “antagonista” non era reato. Non sono bastate cinque testimonianze e la ricostruzione puntigliosa della pubblica accusa ad impedire ad un pugno di giudici umoralmente illuminati di manipolare la legge “graziando” una guardia considerata nell’esercizio delle sue funzioni di killer. Da ieri sappiamo che chi in divisa impugna a due mani una Beretta, la punta contro dei giovani e fa fuoco uccidendone uno male che gli vada verrà condannato per omicidio colposo e non farà un giorno di galera.
…E LIBERTA’ di BASTONARE a MORTE
Ferrara, Settembre 2005: Federico Aldrovandi, 18 anni appena compiuti, viene bastonato a morte da una pattuglia della Polizia di Stato: i suoi assassini, Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani, Luca Pollastri sono stati condannati per “eccesso colposo nell’uso della forza” a 3 anni e 6 mesi. Non faranno un giorno di carcere e non saranno espulsi dalla Polizia.
Con la loro “sicurezza” siamo ormai sicuri da morire!
http://movimentodiazionepopolare.blogspot.com/
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mercoledì 15 luglio 2009
Gabriele Sandri, ultras della Lazio
Ricevo e pubblico con immenso piacere l'articolo dell'amico Vincenzo Paliotto . Grazie di cuore . GABRIELE VIVE !! Un abbraccio
Un italiano ed uomo sensibile come Pier Paolo Pasolini sosteneva che quasi sempre nelle lotte di classe poi si trovassero di fronte l’operaio ed il tutore della legge, che nella maggior parte dei casi era a sua volta figlio di un operaio. Questo per ribadire che la lotta va di scena in campo tra la gente comune, ma che la strategia è opera di chi gioca dietro le quinte. Effettivamente la sentenza della Corte di Assise di Arezzo sull’omicidio di Gabriele Sandri fa scalpore. La sentenza ha derubricato il gesto folle di Luigi Spaccarotella da omicidio volontario a colposo, comminandogli una pena di appena 6 anni. Tenuto conto anche della dinamica dell’incidente del 17 novembre del 2007 a Badia al Pino e nonostante le molte testimonianze e prove occorse nel processo, l’agente Spaccarotella è riuscito a spuntare una prova lieve seppur in servizio avesse tolto la vita ad un altro cittadino, sebbene quest’ultimo fosse un ultras della Lazio.
Non vorremmo che la storia di Gabriele Sandri, per tutti Gabbo, sconfinasse poi nel classico perimetro del territorio dell’equilibrio politico. In tal caso non deve pesare sulla coscienza pubblica l’alibi o l’aggravante tra chi indossa una divisa, dignitosa come quella della Polizia di Stato, e chi invece una divisa non ce l’ha, ma magari la domenica parte imboccando l’autostrada per seguire la squadra del cuore. Parliamo pur sempre di una vita umana e del dolore di familiari ed amici, che poi hanno reagito in maniera esagitata all’emissione della sentenza.
Purtroppo non si possono usare mezzi termini né scorciatoie morali. Il caso Sandri è stato gestito sin dal giorno dell’omicidio alla maniera in cui si agisce quando c’è coinvolto un poliziotto: con cinismo, con mistero, con una realtà quasi deforme all’accaduto. Il caso del ragazzo Aldrovandi a Ferrara fa ugualmente pensare, anche se non si tratta di un caso non calcistico e non di tifo organizzato. Fa impressione pensare che già a poche settimane dalla scomparsa di Gabbo l’area dell’autogrill fosse stata sgomberata e ripulita di tutte quelle sciarpe, di quei fiori e di quegli omaggi che tutti i tifosi e tutta la gente comune avevano deciso di depositare in ricordo di Gabriele. Non perché Gabriele avesse una fede calcistica e marcata per la Lazio, ma perché si trattava di un ragazzo come gli altri la cui giovane vita era stata spezzata da un proiettile dalla traiettoria beffarda.
Ricordo che il gigante Sergio Ercolano, che quel pomeriggio aveva segnato una doppietta ai danni della Ternana, in sala stampa non ebbe il coraggio di gioire per le sue prodezze, ma dedicò un pensiero vero e sentito al ragazzo laziale ed alla sua famiglia. Una dichiarazione che per qualche buonista e moralista risultò anche spropositata e fuori luogo. Non è vero, non abbiamo mai creduto che quella dichiarazione lo fosse. Purtroppo bisogna soltanto avere il coraggio di dire la verità e quello che si pensa obiettivamente. Senza esagerare, magari sventolando una bandiera del Che o quella di una svastica delle SS. Sempre di ragazzi si tratta ricorda Pasolini. La famiglia Sandri e la gente chiedono giustizia per Gabbo, senza infangare il nome della Polizia di Stato, ma senza neanche sotterrare la memoria del ragazzo. Spaccarotella si è reso purtroppo artefice di un gesto folle e per questo deve essere condannato con una giusta pena. Per il bene del povero Gabriele e di chi soffre per lui e perché nel nostro paese tra tante false congetture, false veline, falsi miti la giustizia abbia un volto vero, senza escogitare vendette trasversali e rivolte di massa.
Vincenzo Paliotto, laCavese.it
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martedì 14 luglio 2009
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA
TIFOSO UCCISO: 6 ANNI A POLIZIOTTO
La corte d'Assise di Arezzo ha condannato a sei anni di reclusione il poliziotto Luigi Spaccarotella, che l' 11 novembre 2007, nell'area di servizio Badia al Pino, vicino ad Arezzo, uccise con un colpo di pistola il tifoso laziale Gabriele Sandri. Il poliziotto, imputato di omicidio volontario, è stato dichiarato colpevole di omicidio colposo. Il pm aveva chiesto una pena di 14 anni di reclusione. Subito dopo la lettura del dispositivo, vi sono state urla in aula contro i giudici.
"E' una vergogna per tutta l'Italia", così Giorgio Sandri, padre di Gabriele, ha commentato la condanna a sei anni per l'agente Luigi Spaccarotella. I giudici hanno derubricato il reato da omicidio volontario a colposo.
Urla, insulti, pianti e anche qualche malore. E' la reazione degli amici della famiglia Sandri dopo la lettura della sentenza del processo per la morte del tifoso laziale, Gabriele Sandri. Un'ambulanza è dovuta intervenire davanti al tribunale perché una ragazza aveva accusato un lieve malore. A calmare gli animi ci ha provato il fratello Cristiano, che ha chiesto ai presenti di stare tranquilli in nome di Gabriele.
http://www.ansa.it/
P.P. ( Pensiero Personale )
Semplicemente VERGOGNOSO .
Caro GABRIELE ti hanno ucciso per la seconda volta .
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